Ancora pochi passi

Una riga secca, la terza, per dire che  “l’articolo 10bis è abrogato”. 

da “la Repubblica” di oggi

Così si cancella il reato di Immigrazione clandestina. Definitivamente, dopo il voto del parlamento del maggio 2014. 

Con questa frase semplice che pure impatta su migliaia di vite, tra quelle più indifese e ai margini. 
Così si cancella una legge barbara che l’Europa ha più volte bocciato. 

Solo attraverso passi così, forse, l’Italia potrà tornare ad essere patria di un nuovo umanesimo. 

Quanto alla politica interna, guardiamoci bene dai nostri alleati di oggi, perché gli stessi, ieri, votavano un abominio del genere. La radice della loro cultura politica è nella destra che ha partorito il reato di clandestinità: io non ho dubbi su dove dovrà collocarsi Alfano nella prossima tornata elettorale. E su scelte come questa non esistono mediazioni. Il governo porti avanti questa scelta fino in fondo. Con o senza il consenso di NCD. 

Si dice che oggi Orlando avesse già pronto il decreto e che per motivi tecnici sia slittato al prossimo CDM. Bene, che si faccia il prossimo e non si aspetti oltre. 

Il governo scelga e aiuti l’Italia ad uscire dal medioevo dei diritti in cui è stata relegata, su questo e su altri temi. Troppi, purtroppo. 

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L’Europa che chiude le frontiere nega se stessa

Se l’Europa chiude le frontiere, se fa saltare Schengen, nega se stessa. 

Il segnale che arriva da Svezia e Danimarca è preoccupante, proprio perché questi paesi sono considerati ai primi posti per accoglienza e stato sociale solido. 

Questa Europa che si sbriciola a partire dal nord è il segno più deteriore del sogno che stiamo negando a noi e ai nostri figli. 

I flussi di migranti non si fermeranno sospendendo Schengen. Così come non si fermeranno i morti, i troppi morti. I morti che contiamo ogni giorno ormai, tra donne, uomini e bambini. 

Quei figli che immaginavano il sogno dell’Europa, di un’Europa che ha smesso di sognare se stessa. 

Anche a Verbania ci sono gli sciacalli 

 
Leggendo questo post della consigliera di minoranza Stefania Minore non ci sarebbe molto da aggiungere. Dopo l’uscita dal M5S lo spostamento di Minore verso le posizioni più becere e xenofobe è evidente ormai a tutti. 

Esternazioni degne del peggior sciacallaggio politico, così lontano dalla sensibilità e dalla storia della nostra città. È davvero triste vedere cosa ci si riduca a fare per qualche preferenza in più alla successive elezioni. 

La riflessione che viene naturale è ovviamente più vasta della bassezza dimostrata da Minore. Dietro a posizioni come queste c’è un problema enorme di cultura politica, un problema di umanità e di incapacità nel leggere la storia del mondo. Chi si ostina a trattare il tema della migrazione in questo modo si pone fuori dalla storia e decide di puntare sugli istinti più disumani e bestiali insiti nell’uomo. Specialmente nell’uomo in difficoltà, stanco, impoverito, spesso arrabbiato. 
Chi si accanisce come uno sciacallo su questi corpi morti, dimostra tutta la sua inadeguatezza ma segnala un pericolo enorme per la nostra democrazia. In fasi difficili come quella che stiamo vivendo i semi di odio, razzismo e xenofobia rischiano di portare frutti, amari e terribili. La storia insegna. 

È importante fare fronte comune contro tutto questo, è importante che il mondo democratico si mobiliti per affermare un’altra umanità. Di questo abbiamo un disperato bisogno: questi segnali non vanno sottovalutati.

L’appello è a tutti gli uomini e le donne di buona volontà che non ci stanno a giocare questa guerra disumana e bieca. 

Pensateci, pensiamoci, agiamo. 

P.s. Anticipo già io gli attacchi che attirerò con questo post. Qualcuno mi accuserà di lavorare nel mondo dell’accoglienza dei migranti e quindi di rappresentare nelle mie posizioni un conflitto di interesse. Lo so, le falsità dette in questi giorni sono state molte. Io sono tranquillo perché chi mi conosce, conosce anche la mia storia e la mia sensibilità. È vero, dopo anni di volontariato questa si è tradotta in un’opportunità lavorativa, non penso che questo possa rappresentare una scandalo. È per me solo un modo di rimanere fortemente ancorato ad una parte di umanità sofferente; fare di questo una situazione anche lavorativa, come fanno i tanti che lavorano nel mondo del sociale, non mi pare uno scandalo. Uno scandalo sono invece la falsità dette sul mio conto, alle quali si risponde con i fatti. E io questo provo a fare, un passo dopo l’altro, sulla strada, per affermare un cultura diversa da quella dell’odio e dei respingimenti, in tutti i sensi. 

Almeno per una notte

É tutto il giorno che penso a quei morti. A quei volti che non ho mai visto, che non vedrò mai. 

È tutto il giorno che penso a come si può morire annegati. È tutto il giorno che in un modo o nell’altro non riesco a non sentire anche un po’ di mia responsabilità nelle morti di Lampedusa. 

Esistenze spezzate assieme alle speranze che ognuno coltivava nel segreto della propria coscienza di uomo, donna o bimbo. Esistenze strappate alla vita, morti annegati, morti straziati. 

Annegati nell’acqua e nell’indifferenza. Morti una, dieci e cento volte. Morti perché obbligati a fuggire, morti perché obbligati a partire, obbligati a perdere la dignità di uomini. 

Morti anche dopo essere morti, nelle parole degli sciacalli, nelle scelte non fatte, nelle burocrazie del potere. Morti su morti, da anni, nel mare che è il cuor del nostro continente. Un cuore che gronda sangue di innocenti, un cuore cimitero custode della vergogna più grande tra le vergogne di cui dovremo rispondere.

É tutto il giorno che penso a quei morti. A quei volti che non ho mai visto. 

Dovremmo fare silenzio questa notte e quelle che verranno, perché ogni parola infondo non farebbe che aumentare le nostre colpe. Dovremmo fare silenzio e pregare, dovremmo ricordarci di restare umani. 

Almeno per una notte, almeno questa notte.