ELEZIONI COMUNALI DI VERBANIA, ECCOMI!

“… il futuro appartiene a coloro che si preparano per esso oggi…” (Malcom X)

È con questa consapevolezza che giovedì sera ho firmato la mia accettazione di candidatura per il consiglio comunale di Verbania. E quindi sì, sarò nuovamente candidato alla carica di consigliere comunale, alle prossime elezioni comunali a sostegno di Silvia Marchionini.

Ho deciso di metterci nuovamente la faccia perché credo sia giusto che siano gli elettori a giudicare la qualità del nostro lavoro, anche quello personale.
Ho deciso di esserci ancora perché questa Città ha bisogno dei suoi giovani per garantirsi un futuro, e i giovani devono poter stare anche dentro ai luoghi dove si prendono decisioni importanti.
Ho imparato che in Politica gli spazi lasciati liberi vengono subito occupati da qualcun altro, io non voglio che la mia generazione perda la possibilità di dire la sua sul futuro di Verbania. Voglio continuare a fare la mia parte.
Abbiamo dietro di noi 5 anni di lavoro: lungo, complesso, appassionato, faticoso ma sempre motivante.

Qui (https://goo.gl/L51BwH) potete leggere la dettagliata relazioni di fine mandato, ciò che abbiamo fatto e anche un accenno di quello che vorremmo fare nei prossimi 5 anni, insieme a tutta la Città. Politiche sociali, tasse, ambiente, mobilità, agenda digitale, cultura, turismo e lavori pubblici. Questi sono solo alcuni titoli dei capitoli del nostro bilancio, ognuno di questi è ricco di interventi e progetti realizzati e portati a termine.

Queste righe però sono anche un appello a tutti e tutte voi, perché sono consapevole di avere bisogno del sostegno e della fiducia tutti per fare #unpassoavanti. Sono in campo come 5 anni fa, ci metto la faccia! Il 26 maggio potrete scegliere il futuro, il Vostro vota conta.

Abbiamo davanti due mesi entusiasmanti, per scrivere il futuro di Verbania, insieme!

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Facciamo Politica, insieme

Facciamo politica perché ci appassiona e ci meraviglia l’incontro con l’altro. La facciamo perché vogliamo, in fondo, provare a risolvere i piccoli o i grandi problemi del nostro tempo. Facciamo politica perché vogliamo che nessuno rimanga solo, perché la solitudine e la paura sono i veri mostri del nostro tempo. Facciamo politica per creare comunità, per essere comunità, per fare di questo mondo un posto migliore. Che voi ci crediate o no, oggi pomeriggio è stato un gran bel modo per ricordare a me stesso perché faccio quello che faccio e per celebrare, assieme ad altri, la bella politica. Continueremo, insieme! #tempodirestare

È TEMPO DI RESTARE

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In questi giorni così travagliati per la nostra comunità politica, vorrei cercare di offrire il mio contributo nella speranza di superare, insieme, questa fase complessa, e allo stesso tempo decisiva, della nostra storia partitica.
E spero di poterlo fare con chiarezza, senza il clima da stadio che si avverte, ormai con costanza, all’interno del nostro Partito e nella politica italiana in genere.

Se siamo giunti ad una frattura profonda del Partito Democratico, è perchè non siamo stati in grado di essere comunità, non abbiamo fatto lo sforzo di indossare l’uno i panni dell’altro, non siamo stati in grado di vedere nella diversità, un valore.
Se siamo arrivati a questa frattura, non è certo perchè abbiamo smesso di parlarci; quello lo facciamo da tempo, nel modo sbagliato. Abbiamo, invece, smesso di ascoltarci, e così facendo, ci siamo logorati poco alla volta.

Chi ha guidato questo Partito non si è dimostrato all’altezza del compito.
Troppo tempo passato ad aggredire con arroganza chi, all’interno della nostra comunità, professava una visione diversa.
Troppo poco tempo passato a vivere, davvero, questo Partito, ad organizzarlo e renderlo un’infrastruttura capace di stare nella società, interpretarla, progettarla e, quindi, cambiarla.
Una Segreteria che si porta dietro una pesante eredità: non avere fatto tutto il possibile per tenere unito il Partito, dando, a tratti, l’impressione di desiderarla questa scissione, di volerla, di auspicarla.

È pur vero che, quando i percorsi delle persone si separano, non è mai colpa solo di qualcuno.
Nel rispetto delle scelte, vorrei dire ai dirigenti che se ne vanno, che la loro decisione non è compresa dalla maggioranza del popolo italiano. Non si capiscono le ragioni politiche e, per questo, la decisione appare piuttosto, il risultato di questioni personali.
Sembra di assistere ad una scelta unicamente dei “colonnelli” e non delle “truppe”: nessuna condivisione alla base, nessun coinvolgimento nella scelta di dare vita ad un altro movimento-partito che credo si posizionerà con fatica nella galassia della sinistra italiana.

Queste poche righe le voglio condividere con voi, con tutti i militanti e gli elettori che molte volte hanno subito le decisioni di una classe dirigente inadeguata. Con chi si sente travalicato da posizioni non rispettose dell’ impegno, della presenza costante nei territori, della militanza lunga e appassionata che sono certo essere propria di ognuno di voi.

È un appello che si rivolge a chi non è stato coinvolto dalla “scissione” della nomenclatura, ma che da tempo si sente parte di una separazione e di una distanza ben più profonda: quella tra la politica e i cittadini, tra un partito e il suo popolo. Distanza silenziosa e senza frastuono mediatico, ma che logora, avvilisce. È  a voi che rivolgo questo appello. A voi che vorreste ritrovare il senso di una politica in grado di incidere sulla storia personale degli individui ritrovando, così, le radici di un Partito che pensi meno al personalismo della carriera politica, e più al futuro del Paese.

Mi rivolgo a voi per dire a tutti che non è questo il momento di andarsene ma al contrario è tempo di restare.
È tempo di costruire insieme un’alternativa, una sinistra moderna, capace di giocare la sfida del governo senza perdere i propri valori, in grado di capire che il lavoro, la società, l’economia sono cambiati e che, proprio per questo, c’è bisogno di una sinistra in grado di interpretare, e di essere allo stesso tempo, il cambiamento.

Questa sinistra non può rinchiudersi nei recinti del passato. Deve agire e organizzarsi nel nostro mondo, aprendosi alla società con occhi nuovi.
Per questo abbiamo fondato il Partito Democratico 10 anni fa, per questo oggi servono le energie di tutti per farlo crescere e diventare ancora più grande. La storia non inizia con nessuno di noi. Siamo la prosecuzione di una storia più lunga, che arriva da lontano: le grandi culture riformiste e democratiche dell’Italia del Novecento.

Il PD è nato per portare quella storia nel nostro presente e nel nostro futuro, con una casa grande e plurale in grado di conservare la tradizione dentro l’innovazione.
Oggi se quella casa è in pericolo, siamo prima di tutto noi, a dover prendercene cura.

 

Abbiamo bisogno di tutta la vostra forza, intelligenza ed entusiasmo per cambiare il PD. Abbiamo bisogno di farlo ora, perchè il nostro tempo è adesso,

IL TEMPO DI RESTARE, appunto, per CAMBIARE INSIEME!

Ti aspetto per parlare di questo e molto altro,

SABATO 11 MARZO, dalle 15.00 a Villa Olimpia (Verbania – Pallanza).

PER PARTECIPARE AI TAVOLI TEMATICI SCRIVI UN’ EMAIL A: tempodirestare@gmail.com oppure clicca qui

ELEZIONI PROVINCIALI: CI SARÒ! 

Per proseguire la strada cominciata 2 anni fa, per dare continuità ad un lavoro di squadra e per continuare a servire il nostro territorio. Mi candido nella lista PROGETTO VCO per continuare,assieme al Presidente Stefano Costa, ad amministrare la Provincia del VCO.

Sono stati due anni davvero intensi e per me personalmente di grande crescita e maturazione politico-amministrativa. Abbiamo assunto una responsabilità grande, ma tra mille problemi siamo riusciti ad arrivare fin qui salvando la Provincia da un dissesto annunciato, ora deve continuare ad essere l’ente che unisce il territorio e che mette in rete i bisogni delle amministrazioni. Lavorare con i miei compagni di maggioranza è stato un onore, così come è stato sempre leale e rispettoso il confronto con la minoranza. 

Mi piacerebbe continuare il lavoro iniziato, per questo mi candido di nuovo nella lista PROGETTO VCO chiedendo sostegno ai consiglieri comunali e sindaci che andranno a votare il prossimo 8 gennaio.

Grazie! 

Avanti!

Una ronda non fa primavera

  
Questa la breve intervista che ho rilasciato ieri a La Stampa di Verbania. 

Il punto è sicuramente politico e culturale ma io penso che sia anche amministrativo e molto pragmatico. Non possiamo pensare davvero che un intervento diretto di “semplici” cittadini sia utile a prevenire, o peggio, a contrastare, forme di vandalismo o microcriminalità. 

A chi dice che servirebbero da deterrente rispondo che invece rischieremmo di creare ulteriori problemi; chi difenderebbe i cittadini da probabili pericoli durante il loro servizio? Che strumenti avrebbero per difendersi?   Nessuno. (E per fortuna mi verrebbe da dire). 

Abbiamo scelto di non armare i vigili e poi mandiamo cittadini disarmati a presidiare il territorio? Non penso sia utile. Penso sia sbagliato. 

Poi ovviamente c’è una questione politica, e di senso profondo. Non voglio citare il Leviatano o il Contratto sociale, mi basta però dire che l’unico garante dell’ordine pubblico e della sicurezza è lo Stato; a cui i cittadini affidano il compito di vigilare, prevenire, sanzionare e reprimere le condotte devianti. Insomma amici: lo stato di diritto. Fuori da questo c’è l’anarchia e lo stato di natura. 

Non voglio essere superficiale o essere frainteso, non voglio spostare la discussione sul tema stupido e ideologico della serie “la sicurezza è un valore di destra”. Al contrario penso che sia assolutamente “di sinistra” far sentire i cittadini al sicuro e liberarli dalla paura, solo occorre farlo con gli strumenti adeguati. Le risposte che il Sindaco ha ottenuto dalla Prefettura sono quelle che servono, più controllo da parte delle forze dell’ordine. 

In conclusione, niente paura, a Verbania non vedremo ronde o volontari della sicurezza. Anzi, di volontari ne vedremo molti e sempre di più: ma a fare quello che fanno già ora, con passione, dedizione e amore: servire questa Città. 

Excusatio non petita, accusatio manifesta! 

Succedono cose strane non ve n’è dubbio.

Succede che uno fa un pezzo di critica politica alle posizioni di una consigliera del gruppo misto e si vede rispondere da una formazione politica, con accuse e minacce, che con lei non dovrebbe c’entrare nulla: la Lega Nord. 

Perché la Lega si senta attaccata dalle mie posizioni sulle uscite di Minore è un mistero. Cioè, uno evoca il razzismo e Lega fa i comunicati stampa: per scomodare i latini “Excusatio non petita, accusatio manifesta?”

Possiamo così dedurre che “la nostra” sia passata al carroccio, cosa prevedibile viste le sue ultime posizioni. Dal M5S alla Lega di Salvini, populismi che si specchiano. 

Succedono cose davvero strane a questo mondo, tipo che un rinviato a giudizio si permette di minacciare un cittadino che fa politica onestamente e senza guadagnarci un soldo. 

Erano bei tempi quando a guidare la Lega locale c’era una giovane ragazza intelligente e capace. Poi è diventata scomoda, forse perché troppo intelligente e capace. 

Proprio un mondo alla rovescia.