Il mostro

Del resto però l’attacco alla stampa, così come la sua delegittimazione, è solo l’ultimo passaggio di una strategia precisa e scientifica: la destrutturazione di ogni corpo intermedio, di ogni filtro tra potere politico e cittadino. Una strategia che perpetra la folle e finta descrizione della realtà come un rapporto diretto tra Potere e Popolo. Così, da solo e senza mediazioni, impaurito e senza strumenti, pur credendo di averne, il cittadino diventa pian piano suddito e comincia a chiedere al potere solo di essere difeso, da qualcosa che in effetti è molto più grande di lui: la complessità del mondo.

Siamo tutti dentro questa folle corrente da molto più tempo di quanto si possa immaginare e ne siamo stati tutti artefici più o meno consapevolmente. Ora dopo aver contributo a distruggere partiti, sindacati, giornali, Università, istituzioni culturali, laiche e religiose, ci rendiamo conto del mostro che abbiamo liberato. Ora il Leviatano circola libero e indisturbato, non curante delle nostre urla di dolore. Che talvolta paiono più quelle di “sepolcri imbiancati”. Rassegnarsi alla realtà? No di certo. Ma capire che abbiamo sbagliato anche noi è un punto di partenza irrinunciabile per provare a reagire ed invertire la tendenza.

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La grande assenza

 

Tra le tante “assenze” nel discorso del Presidente del Consiglio una mi ha colpito in particolare: gli enti locali. Nessuna parola sui comuni, nessuna sulla situazione in cui versano le Province italiane, nessuna sui territori periferici e sulle aree interne. L’Italia non è il paese delle grandi città metropolitane, ma il paese dei piccoli comuni e delle aree interne. Se un Governo non parte da qui io credo non riuscirà a dare risposte né sui servizi, né sui temi sociali e sul divario avvertito da una gran parte dei cittadini italiani che non vivono in zone metropolitane.
Al di la degli slogan e della retorica del cambiamento, io credo che la prassi di governo dipenda molto da quale visione del paese tu hai in mente. Come fai a “stare dalla parte della gente” se dimentichi le istituzioni periferiche e i loro problemi, se dimentichi i Sindaci, i presidenti di Provincia? Quale idea hai della democrazia e del decentramento se ti scordi le persone che ne rappresentano l’ossatura principale?

conte

Vi prego basta! 

I caminetti no. I gigli magici nemmeno. Le assemblee no perché poi ci dividiamo. Le direzioni nazionali sono superflue. Invece discutere su Twitter del mandato esplorativo dato al Presidente della Camera è segno di assoluta maturità per una comunità politica. Vi prego, fate pace con il cervello e smettetela di tenere in ostaggio il nostro partito, di qualunque corrente voi siate, di maggioranza o minoranza, della prima ora o dell’ultima. Permetteteci di tornare a fare politica. Consultate gli iscritti, riscoprite il valore della militanza. Prima che non rimanga più nulla, prima che il dato del PD in Molise si trasformi in un dato nazionale. Francamente, non se ne può più di questa follia collettiva.

Le parole di Daniele

Sono giorni difficili lo ammetto, dovevamo scrivere una pagina storica e invece la politica si è arresa, ancora una volta. Delle mie aspettative avevo scritto qui e qui

È evidente che le cose siano andate molto diversamente. 

Le responsabilità sono ampie e condivise. Chi le scarica addosso a qualcuno in particolare o è in malafede, o non capisce nulla di politica. 

Per il resto la penso come Daniele, e vi consiglio le sue parole

Alla nostra generazione rimarrà ancora il compito di affermare i diritti, non ci fermerete. 

Ancora pochi passi

Una riga secca, la terza, per dire che  “l’articolo 10bis è abrogato”. 

da “la Repubblica” di oggi

Così si cancella il reato di Immigrazione clandestina. Definitivamente, dopo il voto del parlamento del maggio 2014. 

Con questa frase semplice che pure impatta su migliaia di vite, tra quelle più indifese e ai margini. 
Così si cancella una legge barbara che l’Europa ha più volte bocciato. 

Solo attraverso passi così, forse, l’Italia potrà tornare ad essere patria di un nuovo umanesimo. 

Quanto alla politica interna, guardiamoci bene dai nostri alleati di oggi, perché gli stessi, ieri, votavano un abominio del genere. La radice della loro cultura politica è nella destra che ha partorito il reato di clandestinità: io non ho dubbi su dove dovrà collocarsi Alfano nella prossima tornata elettorale. E su scelte come questa non esistono mediazioni. Il governo porti avanti questa scelta fino in fondo. Con o senza il consenso di NCD. 

Si dice che oggi Orlando avesse già pronto il decreto e che per motivi tecnici sia slittato al prossimo CDM. Bene, che si faccia il prossimo e non si aspetti oltre. 

Il governo scelga e aiuti l’Italia ad uscire dal medioevo dei diritti in cui è stata relegata, su questo e su altri temi. Troppi, purtroppo. 

UNANIMITA’

Questo il risultato del voto del consiglio provinciale sull’ordine del giorno che ho presentato a sostengo dell’emendamento 37/40 proposto da Davide Mattiello alla Camera dei Deputati e ora al voto al Senato.

Ci sono momenti felici e che ti riempiono di orgoglio quando fai politica. Questo è uno di quelli.

Ecco, è importante raccontarli e saperli raccontare.

Penso a quel fiore di Rivoli e al valore profondo che hanno per me le parole: scuola pubblica repubblicana.