Dialoghi Virali #5

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Quinta puntata di “Dialoghi Virali” totalmente diversa dalle altre.

Non un dialogo a due, ma un diario di viaggio di un’intera giornata all’interno dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

Nel cuore dell’emergenza Covid-19 regionale, incontrando volti ed esperienze di chi vive tutti i giorni la gestione della crisi.

Dialoghi Virali #3

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🎙Nella terza puntata di  “Dialoghi Virali” mi confronto con l’Assessore alla Cultura di Firenze Tommaso Sacchi.
Un dialogo che entra nel cuore della crisi del comparto cultura in Italia cercando però di porre le basi per ripartire dopo l’emergenza.

🌈Firenze e Verbania si uniscono, come dovrebbe fare tutto il paese, per lottare insieme.

🧐Il consiglio di lettura dell’Assessore Sacchi? Scopritelo ascoltando “Dialoghi Virali”

La Repubblica, una e indivisibile.

Sto leggendo un profluvio di parole e giudizi sull’azione del Governo da parte di molti, sulle scelte comunicative, sugli strumenti utilizzati per informare i cittadini circa l’evolversi dell’emergenza. E molto altro ancora.
Quel che oggi conta davvero però, a mio parere, sono le Istituzioni e la necessità di preservarle in questa fase così inedita per la storia della Repubblica. Io in questi giorni metto davanti a tutto questo aspetto. Il Presidente Mattarella, il Presidente del Consiglio Conte, il Parlamento e le più alte cariche dello Stato oggi non sono degli individui da poter trascinare nel dibattito politico. Sono il simbolo della nostra unità nazionale, della comunità repubblicana di cui tutti facciamo parte. In questo senso credo debba prevalere un clima di “sacro” rispetto dei ruoli e delle prerogative di ciascuno. Chi in questi mesi si divertirà a rotolare nel fango del chiacchiericcio e della polemica politica pagherà un prezzo alto, o rischierà di farlo pagare alla nazione tutta. Oggi e nei giorni a venire prima di tutto dovrà venire la Repubblica, una e indivisibile.
Questo non significa certo annullare la dialettica e il confronto. Ma viviamo un tempo sospeso, nel quale, prima dell’interesse di parte, viene la forza delle Istituzioni, così provate e così fragili eppure così essenziali se vogliamo garantirci un dopo. Perché un dopo ci sarà.
È il nostro 1946 e come in ogni sana democrazia, arriverà anche il 1948, con tutto il carico di conflittualità che giustamente ci sarà. Ma ora no.

Ora è il tempo dell’Unità, un tempo in cui riconoscersi davvero come una Comunità.

Errori da non fare commentando il voto in UK

Se pensate che per commentare il risultato delle elezioni in UK bastino le categorie della “destra vincente” e della “sinistra estremista perdente” credo siate fuori strada. Vero è che di questa lettura sono infarciti la maggior parte degli editoriali di tutti i giornali del paese. Vero anche che gli stessi editoriali davano per morta Brexit in UK, come davano per impossibile la vittoria di Trump in America, o davano per morto già due anni fa Pedro Sanchez in Spagna…(continuate voi l’elenco)

Cosa c’entrano questi fatti cosi apparentemente, ed effettivamente,  diversi tra di loro? Nulla sul piano delle singole esperienze e contesti, ma hanno invece in comune la capacità di questa o quella esperienza politica di creare connessioni sentimentali con il proprio paese, con la propria comunità, su parole d’ordine chiare e valori condivisi. Valori che noi possiamo considerare tra i peggiori al mondo, o tra i migliori, ma comunque un campo valoriale ed identitario che ha permesso a quelle esperienze di divenire maggioranza nei paesi in cui si sono affermate.

Tutto ciò per dire che leggere a sconfitta del Labour tutta in chiave politicista può far piacere a qualche nostalgico blariano che vuole togliersi la soddisfazione di attaccare la sinistra del partito, può servire strumentalmente a Renzi in Italia per fare il suo verso ed affermare la sua esistenza, ma non serve in alcun modo per capire come mai alcune cose sono capitate.

Le persone oggi non votano più sulla base di stringenti categorie politiche, ancor meno partitiche. Valgono sempre più le leadership e i valori di fondo che stanno loro dietro. Vale la capacità di rappresentare una proposta innovativa,  capace di rompere uno schema predefinito, in grado di garantire (anche solo in apparenza e non in sostanza) il bisogno di protezione che le persone manifestano.

Se fosse vero il contrario, come sto leggendo in queste ore, allora avremmo leder della cosiddetta sinistra moderata vincenti e festanti in tutta Europa, compreso in Italia. Ed invece come tutti sappiamo non è così. Renzi docet, Holland docet, Shulz docet.

Quindi consiglio vivamente ai molti che stanno scrivendo in queste ore di cambiare gli occhiali con cui guardano la realtà, soprattutto da sinistra o dal campo dei progressisti, perché diversamente rischieremo di non capire nulla di ciò che capiterà in europa, in occidente in generale, nei prossimi 20 anni.

Friday for Future anche a Verbania

vbff

Sono appena intervenuto di fronte agli splendidi ragazzi e ragazze di Friday for future Verbania. Ho detto loro, a nome dell’amministrazione comunale, che anche la Città di Verbania farà la propria dichiarazione di emergenza climatica. Che questo però non sia l’impegno di un momento, di un giorno, ma sia l’inizio di un impegno che renda degna una vita di essere vissuta. Fate vostro l’insegnamento di Barbiana: I CARE, mi interessa mi sta a cuore. Perché ognuno di noi può fare la differenza, a scuola, nelle associazioni, in politica! Siamo con voi, forza!

#Fridayforfuture #Verbania