Almeno per una notte

É tutto il giorno che penso a quei morti. A quei volti che non ho mai visto, che non vedrò mai. 

È tutto il giorno che penso a come si può morire annegati. È tutto il giorno che in un modo o nell’altro non riesco a non sentire anche un po’ di mia responsabilità nelle morti di Lampedusa. 

Esistenze spezzate assieme alle speranze che ognuno coltivava nel segreto della propria coscienza di uomo, donna o bimbo. Esistenze strappate alla vita, morti annegati, morti straziati. 

Annegati nell’acqua e nell’indifferenza. Morti una, dieci e cento volte. Morti perché obbligati a fuggire, morti perché obbligati a partire, obbligati a perdere la dignità di uomini. 

Morti anche dopo essere morti, nelle parole degli sciacalli, nelle scelte non fatte, nelle burocrazie del potere. Morti su morti, da anni, nel mare che è il cuor del nostro continente. Un cuore che gronda sangue di innocenti, un cuore cimitero custode della vergogna più grande tra le vergogne di cui dovremo rispondere.

É tutto il giorno che penso a quei morti. A quei volti che non ho mai visto. 

Dovremmo fare silenzio questa notte e quelle che verranno, perché ogni parola infondo non farebbe che aumentare le nostre colpe. Dovremmo fare silenzio e pregare, dovremmo ricordarci di restare umani. 

Almeno per una notte, almeno questa notte. 

Il Direttorio a 5 stelle e la necessità dell’organizzazione

Perchè del resto questa vicenda del Direttorio del Movimento 5 Stelle non fa che confermare questa esigenza per ogni forza politica che voglia strutturarsi, superare la fase “carismatica” ed entrare in modo serio nella sua fase “tradizionale”.

L’organizzazione è un’esigenza per tutti e questo nuovo corso del M5S lo dimostra ampiamente. Ovviamente però occorre discutere del metodo con cui una forza si organizza e si struttura. Più la struttura risponde a logiche democratiche e più si può imporre come modello duraturo. Non credo sia quello che è successo ieri sera dentro al Movimento.

Beppe Grillo, per superare una fase di grande debolezza, politica e personale, impone 5 nomi al “volgo” e chiede loro di votare: una doppia ammissione di debolezza. Come a dire “non riesco più a mandare avanti la baracca da solo, ma non ritengo la base del movimento in grado di selezionare classe dirigente. Quindi per fare fronte alla mia stanchezza concedo a 5 vassalli di prendere in mano il timone. A voi chiedo solo un’investitura plebiscitaria per questa scelta”.

Così non funziona Beppe! La democrazia è tutta un’altra cosa, ma sappiamo quanto tu sia ampiamente diseducato alla vita democratica.

Certo però con questa storia cade il “Velo di Maya” della diversità quasi “antropologia” tra Movimento e partiti in genere. Perchè uno non vale più uno se c’è qualcuno titolato più di altri a prendere decisioni. Attenzione, la cosa non mi scandalizza per nulla, anzi, la trovo essenziale per la vita di un’organizzazione. Mi chiedo solo quanto i militanti pentastellati se ne siano resi conto.

Da ieri  molto è cambiato, e anche il Movimento 5 Stelle entra a pieno titolo nella categoria “Partito”. Da qui a divenire una vera struttura democratica occorre farne di strada,  perchè per ora siamo più allo stile “cinese” che a quello “americano”. Però il cambiamento è comunque sensibile.

Ora vedremo se questo passaggio servirà anche a farli uscire dall’angolo dell’inutilità dove si sono ficcati dal giorno in cui non hanno scelto Romano Prodi presidente della Repubblica, oppure se tutto continuerà come prima e questa è stata solo una trovata “pubblicitaria” per sviare dai grandi segnali di cedimento che il Movimento sta manifestando e che non è facile affrontare.

Staremo a vedere.

La pianta di albicocche  e quella verità difficile da sopportare

Alex-Langer

Due giorni fa ricorreva l’anniversario della morte di Alex Langer. Il 3 luglio del 1994 decideva di salutare il mondo lasciandoci l’immagine di un albero di albicocche e una verità difficile da sopportare.

Ho pensato ad Alex leggendo questo post di Emiliano Liuzzi sul suo blog.

Parole dure sul nostro presente e che pure devono far riflettere. Non solo sulla profondità del pensiero di Alex Langer, sulla sua attualità oggi, rispetto all’ambiente all’economia e alla pace, ma anche devono farci riflettere su una promessa tradita.

La promessa fatta ad Alex che con le sue ultime parole ci chiedeva: “continuate in ciò che era giusto”.

Se potessi parlargli oggi gli direi che non è facile. Che questo mondo ha un disperato bisogno di persone come lui, con la sua cultura e il suo delicato ma deciso approccio alle cose del mondo.

Non è facile Alex, vorrei dirgli, in questo mondo dove tutto va veloce e dove questo paradigma dell’esistenza sta divenendo la misura del tutto.

Vorrei dirgli queste cose ma forse, sono sincero, lo farei per lavarmi la coscienza. Perchè la verità è che quell’albero di albicocche, dove lui ha deciso di togliersi la vita, fa troppo male da guardare.

Anche a luglio, come dice Liuzzi, quando dà i suoi frutti ed il suo profumo è intenso.

Perchè è un profumo che ci condanna, rispetto alle nostre scelte, a come trattiamo questa nostra terra.

Pensare a quell’albero, a quella corda, alle molte promesse tradite, è un dolore grande, una verità difficile da sopportare.

Andiamo avanti certo, in ciò che ci pare giusto oggi, ma sappiamo in cuor nostro di giocarci la partita della nostra vita e persone come Alex sarebbero utili oggi, dove tutto è ancora più complesso di ieri e dove certe volte la battaglia sembra persa in partenza.

Un pensiero oggi vola a te, nella speranza di poterci rivedere sotto quell’albero per dirti che ce l’abbiamo fatta.

Nella speranza che il profumo di albicocco non rimanga per sempre una condanna ma diventi una soave armonia che accompagni le nostre vite che cambiano, divenendo più umane e in grado di rispondere a questa tua domanda:

Qual è la Grande Causa per la quale impegnare oggi le migliori forze, anche a costo di perdere gloria e prestigio agli occhi della gente e di acquattarsi in una capanna alla riva di un fiume?

LIBRARSI spalavera

librarsi

“Mercato stagionale del libro usato immerso tra meravigliosi faggi e prati nel giardino di una casa sulle pendici del monte Spalavera”

La meravigliosa iniziativa di due persone davvero geniali: Filippo Terzi e Marco Tosi.

Domani inaugurano il loro progetto: LIBRARSI spalavera. Tutte le info qui e qui.

Marco è un mio caro amico, un fratello. Io domani salirò a Colle.

Perchè è grazie a persone come loro che questa città rinascerà, dalla loro voglia di ripartire e di investire sul nostro paesaggio e sul nostro territorio!

C’è Brezza – E’ ora di partire!

Con queste prime righe inauguro il mio nuovo Blog.

Sono contento di poter condividere con tutti voi questo mio nuovo spazio virtuale nelle speranza possa servire a stimolare dibattito,  idee, proposte!

E’ ora di partire insomma, di lasciare le certezze del porto e di perdersi in mare aperto. Là dove le sicurezze svaniscono e i sogni prendono il sopravvento.

Là dove il vento ti porta lontano.

Cominciamo!