Todo cambia! 

La storia cambia, la politica cambia, un paese cambia.

In giornate come queste si percepisce davvero quanto la politica incida sulla vita vera delle persone. Ed è splendido che questa percezione si misuri proprio sul terreno dei diritti. 

Abbiamo ottenuto un risultato storico anche se giustamente lo slancio di queste ore ci impone di non accontentarci e di continuare a camminare. 

L’Amore non si istituisce per legge ma alla politica sta il compito di riconoscerlo in ogni sua forma perché solo attraverso una piena uguaglianza si rendono le persone libere. 

Le unioni civili ci rendono un paese più civile e moderno ma la prossima legge chiamerà le cose con il loro nome: matrimonio egualitario stiamo arrivando! 

Ancora pochi passi

Una riga secca, la terza, per dire che  “l’articolo 10bis è abrogato”. 

da “la Repubblica” di oggi

Così si cancella il reato di Immigrazione clandestina. Definitivamente, dopo il voto del parlamento del maggio 2014. 

Con questa frase semplice che pure impatta su migliaia di vite, tra quelle più indifese e ai margini. 
Così si cancella una legge barbara che l’Europa ha più volte bocciato. 

Solo attraverso passi così, forse, l’Italia potrà tornare ad essere patria di un nuovo umanesimo. 

Quanto alla politica interna, guardiamoci bene dai nostri alleati di oggi, perché gli stessi, ieri, votavano un abominio del genere. La radice della loro cultura politica è nella destra che ha partorito il reato di clandestinità: io non ho dubbi su dove dovrà collocarsi Alfano nella prossima tornata elettorale. E su scelte come questa non esistono mediazioni. Il governo porti avanti questa scelta fino in fondo. Con o senza il consenso di NCD. 

Si dice che oggi Orlando avesse già pronto il decreto e che per motivi tecnici sia slittato al prossimo CDM. Bene, che si faccia il prossimo e non si aspetti oltre. 

Il governo scelga e aiuti l’Italia ad uscire dal medioevo dei diritti in cui è stata relegata, su questo e su altri temi. Troppi, purtroppo. 

L’ultimo chiuda la porta (Buon Pride a tutte e tutti)

In questa splendida giornata dell’orgoglio LGBT e di tutti gli uomini e le donne che stanno dalla parte dei diritti io non riesco a non provare amarezza.

Provo amarezza perchè ogni giorno che passa il nostro paese perde sempre un’occasione in più per diventare normale. Per affermare i diritti di tutti verso un’unità nazionale “più perfetta”.

obama pride

Trovo le parole di Obama, assieme alla notizia che ci arriva dagli USA sui matrimoni Gay, delle parole forti e definitive. Perchè il punto è proprio questo; qualcuno diceva “come si può essere vivi e felici se non lo possono essere tutti” e a me pare si possa dire la stessa cosa sul tema dei matrimoni egualitari: come fa una nazione a dirsi unita se priva una parte della sua popolazione del diritto più importante di tutti, poter amare e sentirsi amati. Ancor peggio direi, impedisce ad una parte della sua popolazione di legare questo amore ad una pubblica promessa e assunzione di responsabilità, perchè questo è il matrimonio dal punto di vista civile e laico.

mondo pride

A che punto siamo con i matrimoni gay nel mondo, dopo la sentenza della Corte Suprema americana che li ha resi legali in tutti gli Stati Uniti (La Stampa)

L’italia rimane ancora una volta indietro, come su molte altre cose, ma forse questa è la più odiosa. E mentre il mondo che si dice occidentale ormai supera steccati e barriere aprendo ai matrimoni egualitari, l’Italia attende il suo turno di fronte al mondo intero che sembra guardarla e suggerigli: “l’ultimo chiuda la porta!”.

Ecco chiudiamola questa porta, ma davvero.

Sbattiamo questa porta in faccia all’oscurantismo, al medioevo e all’egoismo sociale. Lo possiamo fare subito con il DDL Cirinnà che pure non punta al matrimonio egualitario ma è già un importante passo nella giusta direzione.

Dopo di che però vi prego, facciamo semplicemente ciò che è giusto:matrimonio per tutti e per ciascuno.

Buon Pride! Con l’augurio che l’orgoglio sia ben presto di tutti, l’orgoglio di vivere in una nazione più giusta, libera e moderna.