Leggetevi Cesare Beccaria

Le urla e gli “schiaffi” fanno più notizie sulle prime pagine dei giornali, comprendo. Ma vorrei sommessamente far notare un piccolo dettaglio.
Nel silenzio, devo dire abbastanza grave di molti, oggi alla Camera si è discusso sull’opportunità o meno di adottare norme in materia penale tramite referendum propositivi.
RIPETO.
La maggioranza propone di inserire in Costituzione la possibilità per i cittadini di proporre referendum su norme penali.
Ecco perché le democrazia diretta è l’anticamera della fine della democrazia stessa, ecco perché togliere ogni livello di rappresentanza porta esattamente qui: al punto più basso di una società. Quello in cui, tolto ogni “orpello” istituzionale, vale solo la legge del forte sul più debole.
Leggetevi Cesare Beccaria e non portateci a fondo con voi!

P.S. Poi un’altra volta parliamo anche del folle regionalismo differenziato che stanno immaginando. Dove di differente ci saranno soprattutto le disuguaglianze. “Prima gli italiani” si, ma solo quelli che ce la fanno da soli.

P.P.S. Democratici, democratiche, uomini e donne di buona volontà. Torniamo in campo con una proposta forte e una concreta alternativa perché io non ce la faccio più.

La marea nera

Il fascismo, prima di essere un movimento politico, fu un collante della frustrazione, della rabbia, della violenza che circolava nel paese dopo la Grande Guerra. Arditi, picchiatori, reduci, nazionalisti e fanatici di ogni risma, videro nella retorica fascista un’opzione politica. Teniamola bene in mente, oggi, la genesi di quel movimento dopo i fatti di ieri a Macerata. Se non capiamo questo, se non cogliamo il pericolo di questa deriva allora non riusciremo ad evitare che la storia possa ripetersi. Un singolo atto di terrorismo può essere affrontato e punito dallo Stato. Ma quando emerge una proposta politica che dà rappresentanza a questa prassi politica siamo già andati oltre. Nei commenti di ieri, in tutti i “ma”, i “si ma non bisogna generalizzare”, i “non possiamo parlare di violenza politica”, c’è questa sottovalutazione di fondo. E dentro questo minimizzare c’è la concreta prospettiva di una marea nera che sta tornando nel nostro paese e in tutta l’Europa. Nel paese si muove questa marea violenta, a noi il compito di saperla chiamare con il suo nome e riuscire ad esserne argine democratico e popolare. Per evitare che tutto torni, che tutto si ripeta, per evitare di trovarci tra qualche tempo a dire: “come abbiamo potuto permettere che tutto questo accadesse di nuovo?”

Gli elettori si rispettano, sempre! 

Gli elettori vanno rispettati, tutti. Senza dividere sempre il mondo in buoni o cattivi, intelligenti e ignoranti. Una democrazia matura si fa carico della disaffezione e la conduce verso la riscoperta di una cittadinanza piena, non la denigra e non la umilia. Allo stesso modo accetta un’astensione quando consapevole, e la rispetta. 
Molti segnali arrivano da questo referendum, per tutti, a Verbania come in tutta Italia. 
Alla Politica il compito di interpretarli e tradurli in fatti concreti.